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Spunto iniziale: Eugenio Montale, Spesso il male di vivere ho incontrato

Quando il “male di vivere” diventa punto di partenza: un’ipotesi di colloquio orale a partire da Montale

Nell’ambito dell’Esame di Stato 2025, il colloquio si apre con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione. Cosa accade se il punto di partenza è una poesia di Eugenio Montale? In questo articolo propongo un’ipotesi di percorso pluridisciplinare che, a partire da Spesso il male di vivere ho incontrato, si snoda tra Scienze Umane, Italiano, Inglese, Filosofia, Storia, Scienze e Storia dell’Arte. Un’occasione per riflettere sul disagio esistenziale del Novecento, sulle sue radici culturali e sui suoi riflessi contemporanei.

Spunto iniziale: Eugenio Montale, Spesso il male di vivere ho incontrato

Colloquio pluridisciplinare

ITALIANO

  • Analisi del testo con riferimento al male di vivere come cifra della poetica montalegna e al concetto di “correlativo oggettivo”.

  • Confronto con altre liriche di Ossi di seppia (es. Meriggiare pallido e assorto, I limoni).

  • Riflessione sulla crisi dell’uomo novecentesco e la poetica dell’anti-idillio.

SCIENZE UMANE

  • Psicologia: Il “male di vivere” come esperienza esistenziale: confronto con concetti di nevrosi, angoscia, e con la visione di Freud (inconscio, pulsioni, disadattamento).

  • Pedagogia: il disagio esistenziale e il ruolo dell’educazione nella costruzione dell’identità.

  • Sociologia: alienazione e disagio nella società moderna; richiami a Durkheim e al concetto di “anomia”.

STORIA

  • Crisi dell’Europa tra le due guerre: Montale pubblica Ossi di seppia nel 1925, in pieno contesto fascista.

  • Il disincanto dell’intellettuale di fronte alla società di massa, tra modernizzazione, industrializzazione e alienazione (con riferimenti anche al dopoguerra e al nazismo, visti come esiti tragici della crisi valoriale).

FILOSOFIA

  • Esistenzialismo e nichilismo: confronto con Leopardi, Nietzsche, Heidegger e Sartre.

  • Critica alla razionalità e perdita del senso: la crisi della metafisica.

  • Il concetto di cura, angst e gettatezza in Heidegger, e il “niente” come orizzonte.

INGLESE

  • Confronto con la poesia di T. S. Eliot (The Waste Land), altra espressione della crisi dell’uomo novecentesco.

  • Riflessione sulle Contemporary Dystopias trattate nel percorso (es. 1984, Animal Farm, Waiting for Godot) e il tema della disumanizzazione e dell’alienazione.

  • Confronto con Wilfred Owen: la disillusione e la morte come “male di vivere” nella guerra (es. Dulce et Decorum Est).

SCIENZE NATURALI

  • Richiamo all’impatto ambientale e alla lettura della realtà naturale come simbolo del disordine interiore (Montale e il paesaggio ligure come metafora del disagio).

STORIA DELL’ARTE

  • Espressione del disagio e del trauma nel Surrealismo (Dalí, Magritte), nell’Espressionismo tedesco (Munch, Kirchner), nel Simbolismo (Redon).

  • Collegamento con l’arte astratta e l’alienazione esistenziale, o con la ritrattistica deformata del XX secolo.

Educazione Civica

  • Discussione sul concetto di “cittadinanza attiva e consapevole” in un’epoca segnata dal malessere individuale e collettivo.

  • Riflessione su come i diritti umani, la salute mentale e la tutela ambientale siano strumenti per contrastare il “male di vivere”.