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Donne e sviluppo: una traccia d’esame finalmente necessaria

Donne e sviluppo: una traccia d’esame finalmente necessaria. Recensione critica della seconda prova 2025 – Scienze Umane opzione economico-sociale

La traccia della seconda prova scritta dell’Esame di Stato 2025 per l’opzione economico-sociale affronta un tema tanto urgente quanto sottovalutato: il legame strutturale tra sviluppo sostenibile e uguaglianza di genere. È un’occasione formativa importante, non solo per testare le conoscenze disciplinari, ma per orientare lo sguardo critico degli studenti verso una delle sfide decisive del XXI secolo.

Donne e sviluppo: una traccia d'esame finalmente necessaria

Un tema globale, due autori autorevoli

Il cuore della traccia si fonda su due testi fondamentali della letteratura economica contemporanea:

  • “L’era dello sviluppo sostenibile” (2015) di Jeffrey D. Sachs

  • “Lo sviluppo è libertà” (1999, trad. it. Mondadori 2001) di Amartya Sen

Entrambi sottolineano un’idea cruciale: non può esserci sviluppo senza la piena partecipazione delle donne. Sachs, economista e consigliere ONU, osserva come in molte società rurali e patriarcali stia emergendo un cambiamento positivo: le ragazze iniziano ad accedere all’istruzione, a laurearsi, e a diventare modelli di riferimento per le generazioni future. Sen, Nobel per l’economia nel 1998, evidenzia che la partecipazione femminile ha effetti sistemici: migliora il benessere collettivo, abbassa la fertilità, aumenta la sopravvivenza infantile e rafforza la democrazia stessa.

La scelta di questi due autori è perfettamente coerente con l’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a raggiungere la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e ragazze.

Una prospettiva pedagogica coerente

Questa traccia si distingue anche per la sua coerenza con le finalità dell’indirizzo economico-sociale. Oltre a toccare i temi di diritto, economia politica e cittadinanza globale, il quesito richiama lo studente a un’analisi critica e interdisciplinare. L’invito a riflettere non si limita alla condizione delle donne nei paesi in via di sviluppo, ma apre alla valutazione di politiche redistributive, assetti istituzionali e indicatori economici, temi centrali per una piena cittadinanza consapevole.

Una prova che educa al pensiero critico

Il candidato è chiamato non solo a commentare due testi, ma a confrontarsi con questioni sistemiche:

  • Come colmare il gender gap nel mercato del lavoro?

  • In che modo le politiche pubbliche possono valorizzare il contributo delle donne?

  • Quale ruolo gioca l’istruzione nell’emancipazione femminile?

Domande di questo tipo non hanno una sola risposta, ma implicano capacità argomentativa, conoscenze sociologiche ed economiche, e un’etica della responsabilità.

Perché è una traccia riuscita

  • Attuale e globale: la questione dell’uguaglianza di genere è al centro delle principali agende internazionali (ONU, World Bank, UE).
  • Ancorata a testi fondamentali: Sachs e Sen non sono solo autorevoli, ma pienamente coerenti con gli obiettivi formativi dell’indirizzo.
  • Stimola la riflessione interdisciplinare: diritto, economia, cittadinanza, sociologia.
  • Offre spunti concreti per la seconda parte della prova, che richiede di rispondere a due quesiti su strumenti di politica economica, Costituzione italiana, indicatori di ricchezza e funzioni dello Stato.

In un’epoca in cui le diseguaglianze di genere restano pervasive ma invisibilizzate, questa traccia compie un gesto pedagogico e politico: mettere la donna al centro del discorso sullo sviluppo, come agente di cambiamento e non solo come destinataria di politiche.

È auspicabile che il Ministero continui su questa linea, proponendo tracce capaci di sollecitare negli studenti uno sguardo critico, etico e responsabile sul mondo che abitano.