La pedagogia di Makarenko, il collettivo e il lavoro

La pedagogia di Makarenko si basa su due concetti fondamentali: il collettivo e il lavoro.

Anton Makarenko (1888-1939) è un pedagogista che realizza sul piano educativo alcuni principi del comunismo sovietico e del marxismo.

Anton Makarenko e il collettivo - scuola

Cenni biografici: Makarenko maestro e rivoluzionario

Maestro elementare, aderisce ai principi della Rivoluzione russa e fa sua la “Pedagogia della lotta”. Nel 1914 vince un concorso che gli permette di accedere all’Istituto pedagogico di Poltava. Studia pedagogia e nel tempo libero legge Marx, Lenin e, con grande interesse, Gor’kij.

Nel 1920, dopo aver salutato con entusiasmo la rivoluzione, Makarenko è chiamato a dirigere una scuola, a pochi chilometri da Poltava, che accoglie ragazzi sbandati. Nasce così la Colonia Gor’kij, il laboratorio in cui inizia la sua eccezionale esperienza di pedagogista e di educatore sovietico. Fu lo stesso Gor’kij a incoraggiare la pubblicazione del libro più importante di Makarenko: il Poema pedagogico.

Il pensiero pedagogico di Makarenko

Il pensiero di Makarenko è molto influenzato dal pensiero marxista-leninista e ne condivide un concetto base: lo scopo ultimo dell’educazione è quello di formare un buon cittadino comunista. Nella sua pedagogia emerge il presupposto ideologico (marxista) del primato della società rispetto all’individuo. Nello stesso tempo Makarenko individua la natura sovrastrutturale della pedagogia e comprende che l’educazione borghese è fuorviante e che la vera educazione è quella che riesce a formare  buoni cittadini comunisti e lavoratori.

La metodologia del collettivo

Scuola sovieticaProprio perché la società è più importante dell’individuo, l’educazione deve formare un uomo collettivo, cioè utile alla collettività e aderente ai principi etici del comunismo.

La pedagogia di Makarenko può essere riassunta ricorrendo a due concetti chiave: il collettivo e il lavoro.

Il collettivo non è un semplice gruppo di amici, ma una struttura con una gerarchia che lavora perseguendo obiettivi utili alla collettività e al bene comune. È all’interno del collettivo che si forma l’identità dell’individuo. Il collettivo è organizzato per risolvere problemi posti dalla vita reale per questo è importante che tutti diano il meglio di se stessi. Il clima all’interno del collettivo è di competizione, di profonda partecipazione politica. Chi ha risultati migliori nella vita scolastica e nel lavoro è preso come esempio da emulare e come stimolo per migliorarsi.

Esistono due tipi di collettivo: il collettivo generale, strutturato e unitario in cui si svolge tutta la vita dell’individuo, e il collettivo di base che coincide con una suddivisione interna al collettivo generale. La stessa scuola è un collettivo con regole da rispettare. I due collettivi base che compongono la scuola sono quello degli insegnanti e quello degli alunni. La vita della scuola è scandita da un’assemblea dove tutti possono esprimere le proprie idee.

La pedagogia lavoro, valore socialista

Il collettivo trae la sua forza e la sua ragion d’essere dal lavoro. Esso deve essere svolto con dedizione e in modo efficace. Questa prima esperienza con il lavoro permette al ragazzo di orientarsi e di rivolgere i suoi sforzi per realizzare i suoi progetti futuri (valore orientativo del lavoro).

La disciplina nel collettivo

Affinché la vita scolastica sia efficace e utile alla collettività, è necessario che gli alunni e gli insegnanti rispettino re regole e vivano secondo la disciplina del collettivo. Per gli alunni la disciplina è inizialmente imposta, successivamente la disciplina viene interiorizzata e con essa tutti i valori su cui si regge la collettività.

Le punizioni devono essere accettate perché concorrono a formare la personalità e l’educazione dell’uomo socialista, equilibrato e solido.

Makarenko, educazione funzionale alla società e  al lavoro

La pedagogia di Makarenko condivide con l’attivismo americano di Dewey l’idea di fondo secondo cui l’educazione deve essere funzionale alla società. Dewey vuole educare un cittadino utile alla società liberista, il pedagogista russo intende invece educare l’uomo utile alla società comunista.

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